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Didattica CLIL

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Il panorama scolastico italiano è in continua evoluzione. Apprendere matematica, scienze, storia, filosofia, diritto, economia aziendale, informatica, costruzioni e topografia in lingua straniera per promuovere il multilinguismo è una delle ultime innovazioni introdotte nella didattica moderna.

logo CLIL

Si chiama metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning), introdotta in Italia dalla riforma del 2010: lingua e contenuto crescono insieme in un contemporaneo percorso di apprendimento/insegnamento.

Le finalità educative mirano a sviluppare conoscenze e comprensione interculturale, fornire opportunità di studio dei contenuti da diverse prospettive, promuovere e sviluppare nuove strategie di apprendimento.

 

Ma attenzione! Insegnare/apprendere semplicemente una disciplina in lingua straniera, non è CLIL! E dunque cosa dovrebbero fare i Docenti per progettare correttamente una lezione adottando la metodologia CLIL?

 

Prima di tutto occorre stabilire un valido rapporto di team-teaching: “Si traduce in pratica nella collaborazione tra i docenti che insieme organizzano la lezione CLIL, ovvero il docente di lingua straniera e il docente di disciplina che lavorano insieme sui diversi aspetti della pianificazione e della realizzazione delle lezioni CLIL.” (Prof.ssa M. Menegale Università Ca’ Foscari - Team Teaching In Clil: Tecniche, pianificazione e gestione, 2008)

Il docente di disciplina opera scelte precise: gli argomenti da presentare, la stesura degli obiettivi formativi, disciplinari e linguistici, elabora il materiale da utilizzare, e ne discute con il collega di l2; insieme programmano eventuali lezioni in compresenza, e la valutazione dei risultati.

La programmazione è infatti  l’altro momento fondamentale dell’attività dei docenti per una organizzazione efficace del proprio lavoro. Il piano di programmazione contiene l’indicazione dei contenuti disciplinari e dei tempi di attuazione di ogni unità didattica/modulo, evidenzia i prerequisiti, organizza la didattizzazione del materiale, stabilisce gli obiettivi cognitivi e le abilità di studio che lo studente deve aver raggiunto alla fine di ogni segmento di lavoro. Si sottolinea che, nel caso di una programmazione CLIL, entrambi i docenti (quello della lingua straniera e quello della materia disciplinare):

a. selezionano i nuclei fondamentali delle proprie discipline;

b. stabiliscono gli obiettivi del corso/modulo/unità;

c. prevedono possibilità di cambiamenti in itinere (flessibilità);

d. formulano il piano di lavoro in comune sulla base delle proprie competenze;

e. prevedono le difficoltà.

Per quanto riguarda la valutazione, sarà importante stabilire delle prove che siano adeguate in base agli obiettivi di contenuto e di lingua. (Prof. G. Serragiotto Università Ca’ Foscari – La certificazione metodologica dell’insegnante CLIL)

 

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Allego i files che compongono il mini-modulo CLIL sull’E-Commerce creato insieme alla Prof.ssa Daniela Bogoni nel 2012 e sperimentato in una classe terza indirizzo Amministrazione Finanza Marketing. Il nostro lavoro è stato sottoposto all’esame della Prof.ssa Marcella Menegale dell’Università di Ca’ Foscari, una delle massime esperte in CLIL e formazione CLIL, ed è stato giudicato molto positivamente. Ciò ci ha confortato e ci ha fatto comprendere di essere sulla strada giusta per sviluppare future proficue collaborazioni.

Consiglio la loro lettura in ordine sequenziale per meglio comprendere tutti i passaggi affrontati: dalla programmazione del mini-modulo  alla relazione finale nella quale espongo le mie personali considerazioni.

Luisa Raggi